Visualizzazione post con etichetta Grafico pittorico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Grafico pittorico. Mostra tutti i post

giovedì 10 gennaio 2019

Strutturazione dello schema corporeo


Osservo e disegno ciò che manca. Colorare

Dopo alcune osservazioni sui disegni dei bambini di anni 4, su come provano a disegnare lo schema corporeo, penso che si debba adoperare il  T' INSEGNO A FARE.. Si inizia con l'osservazione del corpo completo e poi a step con il gioco/disegno COSA MANCA?  utile per la raccolta di dati necessari nel disegno dello schema corporeo.


lunedì 5 marzo 2018

Festa del papà


FESTA DEL PAPA’
                                      

Papà, voglio dirti una cosa importante,
non ridere, sai è interessante!
E’ stata proprio brava la mia mamma
a darmi un papà come te,
sei il più simpatico che ci sia,
sei proprio il papà che ci voleva per me.
Per la tua festa: un dono, un fiore,
ma non sono io il regalo migliore?
E se qualche volta ti prende la malinconia,
pensa a me e ti ritornerà l’allegria!
                                                                                                                      (Poesia presa dal web)





martedì 25 novembre 2014

Il trenino delle presenze


Un gioco, quelle delle presenze, che invita a riconoscere alcuni momenti ed attività della giornata scolastica. Adatto per piccoli e grandi, si affina e si consolida la coordinazione oculo-manuale, si consolida la conoscenza degli altri, si inizia a rilevare ed a stabilire la relazione di quantità. 
Tutto questo e tanto altro ancora si apprende semplicemente giocando. 
La realizzazione di questo lungo trenino richiede: cartoncino, velcro, tempere e tanta fantasia. Una volta realizzati locomotiva e vagoni, attaccare il relativo velcro sia alla parete che dietro ad ogni pezzo, questo sarà utile ad ogni bambino di poter attaccare il proprio vagone "presenza" . 
Il tutto si sviluppa in un allegro scenario.

Questi sono i modelli utilizzati, prelevati nel mondo web









martedì 4 novembre 2014

Un grappolo d'uva


Volete che parliamo dell'uva?
Bene, iniziamo a creare un grappolo.
Ma come? 
E' difficile!
Niente paura chiediamo aiuto ai tappi di sughero,
tampona e tampona che vengon fuori tanti chicchi di uva 



dopo ritagliamo in chicchi più grandi
e spruzziamo un po' di colore per uniformare

ed il grande grappolo sta per prendere forma
ma, il lavoro non finisce qua... continua.... a domani.

Ciao!!
Ben tornati!

Eccoci giunti al termine del nostro lavoro.
Con la tecnica del timbro utilizziamo le foglie
 per trasferire la loro sagoma con tutte le venature sul foglio di carta. 
Utilizziamo i colori dell Autunno



ed ecco fatto!
La nostra foglia, veramente a noi ne servono ben sei di timbri di foglie
per poter realizzare due grandi foglie per il nostro grande grappolo d'uva.


Ed ecco il nostro grande grappolo d'uva
con le sue belle foglie dai colori autunnali


Che ne pensate?
Un risultato meraviglioso?







domenica 2 novembre 2014

Un angolo accogliente

Per quest'angolo desideravo qualcosa di accogliente e luminoso.
I bambini sono invitati a pitturare su grande spazi, a loro piace tanto, poi io metto insieme il loro operato e diamo vita ai fiori, alle nuvole e ai colori dell' arcobaleno. Peri  bambini fatti di cartoncino mi sono divertita  a crearli sotto gli sguardi vigili dei loro occhietti, mi hanno osservata mentre incollavo con colla a caldo le cannucce ( braccia e gambe) ai corpicini,  divertiti quando mi incollavo le dita ( con dolore :-( ) con una fustellatrice abbiamo dato il via ad una mega produzione di stelline colorate. Ed ecco il risultato. 





venerdì 24 ottobre 2014

L'Autunno

Questo angolino autunnale, devo dire che mi piace proprio tanto.
Ho preso spunto da 


per le immagini della sequenza e per la filastrocca,
 che ai bambini piace tanto cantarla in cerchio.
Poi per rallegrare un pò l' Autunno, ombrelli e gocce di pioggia colorate.








sabato 22 febbraio 2014

Rappresentazione dello schema corporeo

Bene!
 Ora siamo "i grandi" e allora iniziamo a fare cose da grandi.
Abbiamo eseguito vari  "giochi lavoro"  
per acquisire ed esprimere , attraverso linguaggi diversi, l' unità corporea.
Ora necessita che ci esercitiamo a disegnare da soli 
lo schema corporeo.  
Ho preparato una scheda in cui dopo, previa osservazione,
 il bambino completa le parti mancanti.

Insieme osserviamo questa scheda,
verbalizziamo e 
Insegnante - Siamo pronti!-
Bambini - Siiiiiii -
ed allora 
- Buon lavoro!!









martedì 18 febbraio 2014

Attività Didattica " Tutta Aranciosa"

Organizziamo un laboratorio scientifico per studiare l'arancia
un frutto a noi conosciuto succoso e profumato.
Il percorso scientifico si è sviluppato nel corso di una settimana.
Sono stati introdotti due racconti 
" La leggenda dell'arancia"
e " l' Arancia Amarina"
al termine di ogni racconto i bambini hanno avuto delle consegne da realizzare come:
Il disegnare una sequenza della storia appena letta.
A formare il colore arancione e 
dipingere un cartoncino grande 
che una volta asciugato è stato utilizzato per la costruzione di arance. 

I
I bambini realizzano le arance


La maschera Faccia - Arancia


FACCIA -ARANCIA
Il mio nome è faccia-arancia
son di colore arancione
e per naso ho un limone.
La mia bocca sorride
ad ogni bambino
con tanti spicchi di mandarino.
Pensando a me mangia
un’arancia che di vitamine
ti riempie la pancia!!!


e un limone per fare il naso di faccia Arancia



Il momento tanto atteso realizziamo il laboratorio scientifico tutto “Arancioso2 con delle arance vere. I bambini sono stati invitati a portare a scuola un’ arancia che raccolte in un grande cesto facevano un figurone.sul tavolo: una centrifuga, bicchieri, una caraffa.Sbucciando  un’arancia i bambini venivano invitati ad osservare: Il colore, gli spicchi, il succo, i semi, la buccia, l’interno della buccia quasi un ovatta per proteggere gli spicchi ed il profumo.A questo punto si procede con l’esecuzione della spremuta e si invita i bambini a sorseggiare la spremuta e ha manifestare le loro sensazioni.Non tutti i bambini l’hanno bevuta inizialmente, alcuni, pur partecipando con interesse, hanno rifiutato  l’assaggio della spremuta, ma sentiti i commenti degli amici hanno ripiegato la loro intenzione scegliendo di assaggiare la spremuta e tutti trovandola gustosa hanno chiesto il bis.





Assaggio di marmellata d' arancia


Osservazioni sull’ assaggio: Buona, dolce, aspra, il colore, Il suo succo ci fa molto bene perché contiene le vitamine del gruppo C, sostanze che fanno molto bene alla nostra salute. E attraverso domande stimolo si chiede cosa sia necessario fare per cercare di non ammalarsi. Spiegando, inoltre, che la vitamine C contenuta negli agrumi come l’arancia, agisce come un antinfettivo e aiuta l’organismo ad adattarsi più facilmente alle variazioni delle condizioni esterne. È per questo bambini che oltre ad uscire ben coperti  è necessario bere tante spremute.


Successivamente i bambini sono stati invitati a disegnare l'arancia









Si conclude l’ attività scientifico/laboratoriale “ tutta aranciosa” con giochi motori. Ricapitolando, con la fiaba “L’Arancia Amarina”, i bambini hanno imitato: il vento, l’ arancia che rotola e che  incontra il mare, quindi i bambini sono stati invitati ad imitare le onde del mare e il suo suono e per finire i saltelli del cagnolino Paolino.








“La leggenda dell’arancio.”
L’albero dell’arancio viveva in un’isola meravigliosa, una terra circondata da un mare limpido e azzurro dove il sole spesso risplendeva anche in inverno e non faceva mai freddo. L’arancio era sempre ricoperto di foglie verdi e lucide. A primavera sugli altri alberi spuntarono piccoli fiori che in estate si trasformarono in frutti saporiti. Quando arrivò l’autunno le loro foglie ingiallirono e iniziarono a cadere. In inverno i loro rami rimasero nudi  e tristi. L’arancio invece aveva sempre tutte le foglie e si chiedeva timoroso il perché di quella stranezza. Avrebbe voluto offrire qualcosa ai bambino che ogni giorno giocavano nel prato e ogni mattina sperava di veder spuntare almeno un piccolo frutto. Alcuni uomini osservavano le sue belle foglie e aspettavano che su quell’albero tutto verde nascessero i frutti. Una notte, mentre tutti dormivano,le stelle del cielo lasciarono cadere una polverina leggera e lucente che si posò sui rami del povero albero. Passarono pochi giorni e spuntarono tanti fiorellini bianchi e profumati che i raggi del sole trasformarono in frutti. Erano nate le arance: quei frutti quasi rotondi con il colore del sole piacquero moltissimo ai bambini che non avevano mai assaggiato niente di simile. L’albero strano era felice e diceva tra sé:- Ho aspettato tanto ma ne è valsa la pena!



 Fiaba: “l’Arancia Amarina” di Anna Maria Totaro
Questa è la storia di Amarina, un'arancia che viveva in un giardino e sognava di poter vedere, prima o poi, il mare. Finché, un giorno, il sogno si avverò. C'era una volta, in un paesino adagiato su una collina, una casina bianca con un grande comignolo e vicino, un orto da cui scorgeva il mare. Più in alto un giardino di limoni e arance, dove viveva l'arancia Amarina. Dal giardino non si poteva vedere il mare e l'arancia Amarina, molto curiosa, desiderava tanto vederlo. Una notte, il vento forte fece cadere dall'albero arance e limoni, tra cui l'arancia Amarina che, spaventata, ma felice, iniziò a rotolare giù per la collina. "Oh che bello" esclamò l'arancia Amarina. Si rotolò nell'erba, nei fiori e lungo una stradina, e giú giú fino al mare. Arrivata sulla spiaggia, si adagiò sui ciottoli e assaporò finalmente l'odore del mare, il suono delle onde e rimase lí per l'intera giornata. Ad un tratto si accorse che il sole stava tramontando e che dopo un po’ sarebbe diventato buio. Iniziò ad aver paura, a sentirsi sola, quando all'improvviso vide arrivare sulla spiaggia, di gran corsa, un cagnolino, che inciampò su di lei. "Ohi ohi, mi hai fatto male, stai attento" disse Amarina al cagnolino. Il cane si fermò e chiese scusa. "Non ti avevo visto arancia" rispose il cane! "Che cosa fai sulla spiaggia tutta sola?" chiese il cagnolino. L'arancia gli raccontò cosa le era capitato ed esternò il desiderio di tornare nel suo giardino e il timore di non poterlo fare da sola. Allora il cane l'addentò, senza farle male,e risalì su per la collina fino al giardino e la posò ai piedi dell'albero. "Oh io sono Amarina" disse l'arancia. "Io Paolino" rispose il cagnolino. L'arancia gli chiese se voleva restare, ma il cane rispose che doveva ritornare dai suoi padroncini. L'arancia ringraziò il cane Paolino e gli propose di tornare a trovarla nel suo giardino. L'arancia Amarina era felice di essere tornata a casa ma sapeva che una volta staccata dall'albero, non sarebbe piú potuta ritornare al suo passato.