venerdì 27 gennaio 2023

La giornata della memoria con i bambini e le bambine nella scuola dell'infanzia

 


La giornata della memoria come spiegarla ai bambini piccoli, molti sono gli albi che cercano di trasmettere il messaggio. Importante, innanzitutto, conoscere il gruppo dei bambini  e delle bambine prima di organizzarsi. Noi abbiamo preferito continuare il nostro discorso educativo sulla scia della gentilezza, dell’ amicizia, di rispetto e del volersi bene. E abbiamo scelto l’albo “Vietato agli elefanti” di Lisa Mantichev illustrazioni di Taeeun Yoo edizioni Giunti.

https://www.giunti.it/catalogo/vietato-agli-elefanti-9788809841758


L’albo permette di trattare alcune tematiche affrontate spesso nella Giornata della Memoria senza banalizzarle e senza proporre ai bambini e alle bambine tematiche troppo complesse che potrebbero non essere comprese pienamente.

La nostra proposta didattica dopo la lettura dell’albo è stata di realizzare un artefatto che trasmettesse gioia e delicatezza “Un giardino felice”

Un fondo azzurro con pittura a tempera, un prato con strappi di carta verde e incollato in basso al cartoncino di colore azzurro. Con l’impronta della mano sinistra andiamo a realizzare un elefantino, aggiungiamo un orecchio e una zanna. Con dei cuoricini, ritagliati in anticipo, abbiamo realizzato le ali delle farfalle. Abbiamo scelto il colore giallo per richiamare la frase

 “che la farfalla gialla voli sempre sui fili  spinati”  


in questo artefatto che trasmette gioia e delicatezza, sappiamo anche che il colore giallo è segno di speranza e che “ LA FARFALLA “ è la poesia di Pavel Friedman, uno dei tanti bambini rinchiusi nel ghetto dove ha trovato la morte. Il ricordo della farfalla è la libertà che non ha avuto. Questo giardino realizzato da bambini gioiosi è dedicato a quei bambini che hanno sognato di volare.

 














giovedì 26 gennaio 2023

Archimede presentato ai bambini dell' infanzia

EUREKA!

 



Primi passi nella fisica

Occorrente:

Un barattolo pieno d’acqua

Un mandarancio

Procedimento:

Lasciamo cadere il mandarancio nel barattolo pieno d’acqua e osserviamo che il mandarancio inizialmente galleggia a causa dell’aria intrappolata al suo interno tra la buccia e gli spicchi (come un salvagente? Si! Come si riempie un salvagente? Con L’aria!)

Se sbucciamo il mandarancio e lo lasciamo cadere nell’acqua, osserviamo che va a fondo. (Perché non ha più il salvagente!)

Bene! Noi ci abbiamo provato e i bambini hanno collaborato con le loro illustrazioni. Che dire? Bambini fantastici!!


























La vera storia della Befana (una bella favola per i bambini) (tratto da: Frate Indovino)



C’era una volta una casetta che sorgeva un po’ discosta dal villaggio.
Era una casetta piccola e un po’ malconcia, e ci viveva una vecchina che usciva ogni mattina per fare legna nel bosco.
Poi tornava a casa e si sedeva accanto al focolare insieme al suo gattino. Raramente vedeva delle altre persone: nel villaggio aveva la fama di essere una strana vecchina, un po’ maga, e nessuno si spingeva fino a quella casetta isolata, soprattutto in inverno, quando venti gelidi colpivano a raffica le regione.
Una sera, una fredda sera di gennaio, la vecchina (che si chiamava Befana) sentì all’improvviso bussare alla sua porta.
Naturalmente si spaventò: chi poteva essere a quell’ora e con quel tempo? All’inizio non voleva aprire, ma poi la curiosità la vinse. E, quando aprì… oh, meraviglia! Davanti a lei c’erano tre orientali riccamente vestiti, che erano scesi dai loro cammelli per chiederle la strada per Betlemme. La vecchina era stupefatta: perché mai volevano andare a Betlemme? I tre viandanti – sì, proprio loro, i Re Magi! – le raccontarono allora che stavano andando a portare i loro doni al Bambino Gesù e la invitarono ad unirsi a loro.
La Befana ci pensò un po’ su, ma… chi se la sentiva di partire con un freddo simile? Così li lasciò andare, dopo aver dato loro le indicazioni che chiedevano.
Poi però si pentì. Aveva commesso un grande errore! Presto, doveva raggiungerli! Così uscì a cavallo della sua scopa (sì, la Befana un po’ maga lo era davvero!) per cercarli e andare con loro a rendere omaggio a Gesù, ma non riuscì più a trovarli. Perciò ebbe un’idea: si fermò in tutte le case, lasciando un dono a ogni bambino, nella speranza che uno di loro fosse Gesù.
E da allora ha continuato, anno dopo anno, a portare i suoi doni a tutti i bambini nella notte tra il 5 e il 6 gennaio.



Realizziamo la befana con la sua scopa





con i gessetti coloriamo e sfumiamo





Qualche spruzzata di tempera bianca a mò di neve


ed ecco il risultato. Bello vero?
P.S. La luna è stata ricavata dai coperchi delle vaschette di alluminio 
   



Ed ora un gioco divertente.  La Befana ci sta accompagnando in alcune attività. Bene! Questo gioco è stato proprio una sfida 🥰 proviamo a rimanere senza scarpe e a rimetterle facendo attenzione alla scarpa destra e alla scarpa sinistra. Pronti via ... Non tutti hanno voluto partecipare 😅 i più coraggiosi si sono subito liberati dalle scarpe e al secondo, pronti via... Hanno provveduto a rimetterle velocemente, veramente sono stati bravissimi ❤️






All' anno prossimo per una nuova avventura!





martedì 24 gennaio 2023

Cose così cose cosà di Bernadette Gervais, ed. L'Ippocampo

 


Con l’albo “Cose così e cose cosà” di Bernadette Gervais, edizioni L’Ippocampo guidiamo il bambino alla lettura delle immagini attraverso l’osservazione, la denominazione e la categorizzazione. Per concretizzare le esperienze come suggerisce il metodo montessoriano, invitiamo il bambino a creare delle categorie semplici: cose dello stesso colore, cose con stesse forme e poi ci si può rifare anche a cosa suggerisce lo stesso albo. E da cosa nasce cosa ci ritroviamo ad osservare, a classificare, alla numerazione, all’individuazione, alla denominazione, alla scienza.

sabato 21 gennaio 2023

Mister Black di Catalina Gonzales Vilar e Miguel Pang, edizioni cameloZampa

                                                (dal greco en-pathos ovvero “sentire dentro”) 

                                               lo insegniamo ai piccoli per raggiungere gli adulti.

“Un inno alla libertà di espressione, una storia che promuove il coraggio di essere se stessi, di mostrare le proprie inclinazioni e di andare oltre modello culturale che la società impone.

La paura del diverso, l’accettazione, il confronto con l’altro, sono temi che ben si inseriscono nella nostra quotidianità, andando a promuovere una nuova sensibilità verso l’altro e verso la diversità. Concetto vasto e complesso. Il cambiamento stesso è un modo di intendere la diversità come ricchezza e peculiarità dell’altro, una risorsa insomma.

Occorre trasmettere il messaggio che essere diversi è normale e che questa diversità va cercata, valorizzata, amata.

Un albo questo che aiuta il lettore a coltivare empatia intesa come attitudine sociale fondamentale che consente di mettersi nei panni di qualcun altro cercando di far proprie emozioni e sentimenti.

Ed è proprio attraverso la lettura che certi concetti si sviluppano sin dalla più tenera età e la Gonzales, attraverso Mister Black, riesce in un connubio importante: il piacere di leggere con l’educazione alla diversità.”

Emblema per realizzare il passaporto italiano



                                                           
Per personalizzare il passaporto

                                                        
                                                                       
Biglietto aereo da personalizzare

Noi ci siamo organizzati un viaggio in aereo, il gioco la primaria disciplina che deve regnare sovrana in una scuola dell’infanzia, con tanto di passaporto e di biglietto pronto per essere staccato e conservato nel passaporto. (Ogni bambino dovrà personalizzare il passaporto e il biglietto apponendo il proprio nome prima della partenza, “Check in) Una simulazione grazie ai video e la Lim per visionare la cabina dei piloti e per osservare il tragitto durante il volo. Bene! Siamo arrivati a destinazione.

Siccome è un’isola il luogo da raggiungere, un'isola è circondata dalle acque di un mare o di un lago, pertanto dobbiamo utilizzare una barca per raggiungere l’isola. Niente ci ferma! Non ci resta che remare!  Giunti a destinazione ascoltiamo il racconto di “Mister Black”. Durante il viaggio di rientro per raggiungere la nostra scuola organizziamo un “circle time” e quando tutti hanno contribuito con una propria osservazione riceveranno un gadget che ci invita a non dimenticare il messaggio di Mister Black.

                                                                           


    

Non ci resta che riassumere tutto su in disegno libero per vidimare il passaporto da portare a casa e raccontare ai nostri genitori, la nostra avventura.

 

Il nostro viaggio ha inizio, allacciarsi le cinture!


Si vedono case piccole dall'alto!
Quella è la mia casa


Le nuvole sembrano, panna, zucchero filato, il mare....


Si vede anche il tramonto


Il nostro passaporto attesta il nostro viaggio





Quando l’inverosimile diventa realtà, siamo nel mondo dei bambini e nei bambini si innesca il potenziale di fiducia e di stima di se stessi, insomma 

"Volere è potere, basta crederci per riuscirci”